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STORIE, LIBRI E PERSONAGGI

«’Scrivi meglio’ è il messaggio che la maestra continua a ripetere su ogni compito. Ma mio figlio non lo fa apposta. D’altronde anche noi genitori, prima di capire cos’era realmente, abbiamo scambiato la dislessia per un crampo alla gamba, un mal di testa, il trasloco, la stilografica con il pennino rotto, quel bullo di quinta e la preadolescenza.»
Libro tenero e divertente scritto da Carlotta, mamma di due bambini dislessici che ci racconta come ogni giorno, in famiglia, è possibile inventarsi nuove strategie per sostenere i figli e per stare bene insieme. Carlotta ci spiega, con ironia e senso pratico, come si può cercare di rispondere a questo senso di inferiorità di cui spesso soffrono i ragazzi dislessici insegnando loro a riconoscere e a usare la creatività e l’immaginazione, dei “superpoteri” che della dislessia sono un po’ l’altra faccia della medaglia.

http://www.sperling.it/i-miei-bambini-hanno-i-superpoteri-carlotta-jesi/
http://www.sperling.it/blog/parliamo-di-dislessia-con-carlotta-jesi-i-miei-bambini-hanno-i-superpoteri/

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LA CLASSE CAPOVOLTA E L’APPRENDIMENTO ATTIVO

Nella flipped classroom, ovvero classe capovolta, l’idea è quella di invertire il tradizionale schema di insegnamento e apprendimento, facendo dell’aula “non più il luogo di trasmissione delle nozioni ma lo spazio di lavoro e discussione dove si impara ad utilizzarle nel confronto con i pari e con l’insegnante” (cit. Paolo Ferri – professore associato all’Università di Milano Bicocca).
Agli studenti vengono forniti suggerimenti e tutti i materiali necessari per esplorare e approfondire in modo autonomo o, ancor più spesso in piccoli gruppi, uno specifico argomento di studio.
Si utilizzano libri tradizionali, siti web, video tutorial e ogni altro strumento tecnologico che permetta un apprendimento attivo, dinamico e immediato. La tecnologia viene positivamente sfruttata in tutte le sue potenzialità anziché tentare inutilmente di combatterla.
La classe diventa un luogo di confronto e dibattito l’insegnante assume il ruolo di moderatore e motivatore della discussione.
È proprio la motivazione ad essere l’elemento vincente di questo approccio didattico: gli studenti acquistano consapevolezza nello studio, si sentono liberi di affrontare il percorso di apprendimento con tempi e modi propri, sono spronati nell’esprimere le proprie idee e scoprono il piacere della scoperta e del sapere.